La storia delle donne nello sport La storia delle donne nello sport

La storia delle donne nello sport

05 Maggio 2024

Da escluse ad atlete protagoniste: scopri l'evoluzione del ruolo delle donne nello sport attraverso la storia, dalle prime esclusioni alle conquiste di oggi.

Lo sport femminile ha fatto molta strada nel corso della storia, superando ostacoli e pregiudizi per emergere come una forza da non sottovalutare. E anche se nello sport continua ad esserci chiaramente un problema di genere, le donne atlete non sono più oggi solo figure sullo sfondo, ma sono diventate protagoniste indiscusse, fonti d'ispirazione non solo per chi ama lo sport.

La storia delle donne nello sport risale alle antiche Olimpiadi greche, dove le donne erano escluse dalle competizioni riservate ai maschi. Alle donne erano invece destinati i Giochi Erei, di cui molti di voi probabilmente non hanno mai sentito parlare, e questo la dice lunga sulla loro importanza.

Un cambio significativo si è avuto nel XIX secolo, quando le nobildonne inglesi e francesi hanno iniziato a praticare giochi di movimento, aprendo la strada a una maggiore partecipazione femminile nello sport. Il gioco più praticato era una sorta di “Badminton”, talmente diffuso che anche Walt Disney lo inserirà anche nel celebre film di Robin Hood (quello che praticano Lady Maryan e Lady Cocca, per intenderci).

Nel 1893 Senda Berenson, definita la madre della pallacanestro femminile, modifica le regole adattandole alle donne. Nel 1896 la greca Stamàta Revithi provò a iscriversi con lo pseudonimo “Melpomene” alla maratona della prima edizione delle Olimpiadi; la sua iscrizione non venne accettata, ma lei partì ugualmente, venendo però fermata prima dell’arrivo. Successivamente, nel 1900, a Parigi alcune donne ottennero il permesso di partecipare ad un torneo di tennis all’interno del programma olimpico e la inglese Charlotte Cooper diventò la prima donna a ricevere un alloro olimpico. Nelle Olimpiadi successive, quelle del 1908 a Londra, le donne possono partecipare, ma solo alle gare di tiro con l’arco. E per quanto riguarda gli altri sport? Pensate che le donne poterono correre la prima maratona soltanto nel 1973!

In Italia, sebbene l’insegnamento nelle scuole della “ginnastica educativa” era reso obbligatorio già dal 1878, fu solo con l’avvento del regime fascista che la donna sportiva iniziò ad essere ammirata e appoggiata dall’opinione pubblica, considerata quale elemento importante per la crescita dello Stato. Tuttavia, quando nel 1924 la ciclista Alfonsina Strada chiese di potersi iscrivere al Giro d’Italia, ci furono molte polemiche riguardo la sua partecipazione e i giornali del tempo la trasformarono come “Alfonsino” o “Alfonsin” Strada, mascherando la sua identità femminile.

Nel tempo le donne hanno tuttavia conquistato sempre più spazio nelle competizioni sportive, dimostrando di essere altrettanto capaci e determinate dei loro colleghi maschi. E nonostante i pochi spazi concessi loro, molte donne nella storia dello sport ci hanno fatto non solo emozionare ma anche riflettere su corpi, diseguaglianze, stereotipi.

Oggi, le donne atlete continuano a sfidare i limiti e a superare le aspettative, dimostrando una forza e una grinta straordinarie.

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