Case, hotel e spazi aperti: il ruolo della luce naturale nel design contemporaneo Case, hotel e spazi aperti: il ruolo della luce naturale nel design contemporaneo

Case, hotel e spazi aperti: il ruolo della luce naturale nel design contemporaneo

15 Giugno 2026

Da John Pawson agli Aman, da Vincent Van Duysen a Studio KO: come la luce è diventata un materiale nell'architettura

Per decenni la luce naturale è stata trattata, in architettura, come una condizione atmosferica: qualcosa che si fa entrare, si modula, si lascia accadere. Negli ultimi quindici anni questa idea si è incrinata, e oggi è apertamente superata. Nel design contemporaneo la luce è un materiale, e come materiale viene progettata, dosata, accumulata. È un prodotto finito, esattamente come l'ottone, il microcemento o la pietra trattata, e ha sviluppato una propria economia.

DESIGN

Il punto di rottura, retrospettivamente, è stato il lavoro di John Pawson — non tanto il minimalismo ascetico degli anni Novanta, frainteso a lungo come questione di vuoto, quanto la sua riflessione successiva sul modo in cui la luce, incontrando superfici precise, diventa elemento concreto. Da lì in poi una generazione di architetti — Vincent Van Duysen in Belgio, Studio KO con il Musée Yves Saint Laurent di Marrakech, Tadao Andō come riferimento di fondo, e nel mondo dell'hôtellerie il sistema Aman — ha smesso di pensare alla luce come semplice effetto e ha cominciato a pensarla come superficie.

DESIGN

Il cambiamento è leggibile nelle case private contemporanee di fascia alta. Le grandi vetrate hanno smesso di funzionare come finestre ingrandite e si sono trasformate in dispositivi di filtraggio: telai sottili, vetri trattati, schermature in legno o pietra che frammentano la luce in pattern leggibili sul pavimento. Il pavimento stesso, spesso in microcemento o pietra lavica o legno chiaro, viene scelto per il modo in cui restituisce quella luce. Negli hotel — Aman resta esemplare, ma anche il lavoro recente di Bulgari Hotels o di Six Senses — la luce naturale viene calibrata stanza per stanza con la stessa attenzione che si dedicherebbe alla scelta di un tessuto.

DESIGN

Questa promozione della luce a materiale ha conseguenze culturali rilevanti. Ridefinisce il lusso: l'accumulo di oggetti pregiati ha perso quota a favore del controllo di una risorsa che è gratuita ma sfuggente. Pagare per una luce ben progettata significa pagare per la prossimità a una qualità immateriale e per la competenza tecnica necessaria a renderla stabile. Cambia anche il rapporto fra interno ed esterno: la terrazza, il patio, la corte hanno smesso di essere estensioni della casa e funzionano oggi come camere di compensazione luminosa, progettate per restituire all'interno la quantità e la qualità di luce che ad esso serve.

DESIGN

Quello che era ambiente, in altre parole, è diventato dettaglio. E il dettaglio, nella cultura contemporanea del progetto, è sempre dove si gioca la differenza vera.

Torna su
Contatti